Poter fermare l'attimo, fissare nella mente l'immagine di un luogo, di un momento, i tratti di una persona cara. Cos'è che ci conduce, attraverso un complesso processo di comunicazione con i livelli superiori della coscienza, al ricordo? Quali ineffabili meccanismi governano il nostro pensiero, i nostri sentimenti? Come può la percezione (reale o presunta) di un aroma, di una voce, una musica, condurci attraverso lo spazio e il tempo a luoghi e a momenti del nostro o altrui vissuto? Se arduo è rispondere, certo è che l'uomo ha manifestato sin dagli albori la necessità di mantenere memoria di se e per se, attraverso le rappresentazioni graffite sulle rocce presso i propri abituri o portando indosso le conchiglie raccolte in riva al mare.

Pensare e creare.....
Rispondendo a questa ancestrale, umana impellenza Celeste Cima ha creato i suoi gioelli, non semplici monili per vanità, ma memoria di vita in essi rappresentata e contenuta. Celeste, unendo argenti già vissuti e immagini legate al pensiero, ci offre il mezzo, il tramite tra arte e memoria. Creazioni rese uniche dalla irripetibilità del gesto dell'artefice, suggellato al ricordo evocato dall'immagine scelta dal committente.
Un gesto antico espresso nel più moderno dei modi "Giacchè senza l'essere . . non troverai il pensare"
(Parmenide di Elea 515 a.C.- 450 a.C.)
Marco Vignuzzi